Nonostante i primi risultati delle analisi che sembrano escludere la presenza del protozoo Cryptosporidium, causa di problemi enterici e di guai più gravi da pazienti affetti da sindrome ad immunodeficienza, non vengono riaperti i pozzi B e B1 che si trovano nell’alveo dell’Irminio. I risultati erano arrivati nella serata di giovedì. Venerdì il Comune aveva sollecitato l’Asp a rilasciare l’ok utile alla riapertura almeno del pozzo B, che fornisce circa quaranta litri d’acqua al secondo. Lunedì mattina, tuttavia, al termine di una riunione tecnica, l’Asp – come ha comunicato il direttore sanitario, Vito Amato – ha deciso di attendere ancora altri risultati sulle analisi condotte sui campioni d’acqua prelevati. Quanto i due pozzi rimarranno chiusi non si sa ancora, mentre i disagi dei cittadini sono sempre elevatissimi. Disagi e costi, per i tanti che decidono di rivolgersi ai privati. Se i risultati dei due pozzi sono ormai buoni, pare che qualche problema si stia nuovamente riscontrando nella sorgente Misericordia, il cui prezioso liquido, comunque, non viene utilizzato.