Come ogni nascita che si rispetti, anche quella di un orto botanico non può che essere un evento emozionante e festoso. E questo evento si è svolto recentemente presso la scuola Mariele Ventre di Ragusa dove i volontari di Legambiente Il Carrubo, insieme alla madre di uno degli alunni e con la collaborazione organizzativa della referente, l’insegnante Carmela Stancati, è stata svolta la piantumazione delle prime essenze tipiche degli ambienti del nostro territorio. Un’iniziativa in controtendenza rispetto a quanto purtroppo avviene in città dove al verde si va sostituendo sempre più una lastra di grigio cemento e dove il verde privatizzato delle villette toglie spazio ad una visione e fruizione pubblica del patrimonio agricolo e naturale. La realizzazione dell’orto botanico si inserisce in una delle attività previste dal progetto “Coltiviamo la Rete 2”, finanziato da Fondazione con il Sud e portato avanti da alcuni circoli Legambiente del sud Italia, tra cui il Circolo “Il Carrubo” di Ragusa. A scuola sono già state messe a dimora le prime specie selvatiche tipiche della nostra flora. Nello spazio esterno della scuola quindi, accanto al monotono prato di piante erbacee spontanee, adesso fanno mostra di sé, tra l’altro, lecci e roverelle, euforbie arboree e corbezzoli, lentischi e terebinti. Un campionario di specie che evidenzia l’importanza della biodiversità naturale come fattore di ricchezza e di qualità ecologica. “L’importanza di un orto botanico a scuola è evidente, infatti non solo sarà uno strumento scientifico/didattico per il pubblico ma soprattutto sarà un’aula all’aperto per i giovani alunni che avranno così l’opportunità di capire e studiare la flora naturale dell’area iblea, prendendosene nello stesso tempo cura” – è la riflessione di Antonino Duchi, presidente del Circolo Il Carrubo. Legambiente avvierà a breve un percorso didattico alunni, basato sull’orto botanico e su tutto ciò che ruota al mondo delle piante, avviando gli alunni alle modalità di gestione e cura dello stesso, che deve essere sentito come bene proprio di ogni studente.
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