La furia del vento e la pioggia cadente, la nebbia, e gli alberi spezzati sulla via Nenni, hanno accompagnato l’entrata e l’uscita dalla chiesa San Giuseppe Artigiano, della bara con Stella Raineri. Un’amica di Stella, una delle tante presenti nella chiesa, gremita, nonostante il maltempo, non ha potuto fare a meno ricordare la furia della Natura, che è stata il contesto di questa triste giornata in cui la comunità ha dato l’addio alla ragazza. Il funerale di Stella Raineri, la ragazza di 24 anni, che all’alba del 9 marzo è morta sul colpo mentre a bordo della sua auto percorreva la strada 514, appena imboccata la rampa di ingresso sulla strada Ragusa -Mare, è stato sobrio e semplice. Anche Stella era una giovane dalla semplicità disarmante, una bellezza sobria, acqua e sapone, schietta. Don Salvatore Bertino ha celebrato la funzione religiosa. “Ogni morte ci pone tanti interrogativi, soprattutto quando la creatura che muore è così giovane – ha detto padre Bertino – e allora bisogna sempre ricordare che l’uomo muore nel momento in cui viene concepito nel grembo materno, nel momento preciso in cui entra nella dimensione del limite umano”. “Due giovani vite spezzate in soli due giorni”, ha commentato un vecchio, ricordando che il giorno prima della morte di Stella era morto anche un ragazzo di 17 anni.
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Arrestato a Ragusa tunisino di 19 anni per estorsione nei confronti di un connazionale minorenne
Venerdì sera personale della Squadra Mobile ha posto in stato di fermo Yacoubi Montacer, perché ritenuto responsabile di estorsione in danno di un connazionale minorenne ospite presso una struttura
ALLERTA METEO, SABATO SCUOLE CHIUSE A RAGUSA
Il Dipartimento regionale della Protezione Civile ha reso noto che nelle prossime 24 36 ore anche il territorio ibleo potrebbe essere interessato da una perturbazione con forti raffiche di vento e piogge intense. Pertanto il Centro comunale di Protezione Civile di Ragusa invita la popolazione ad osservare massima prudenza negli spostamenti sia a piedi che in auto. Il sindaco di Ragusa ha emesso un’ordinanza con la quale si dispone per sabato 10 marzo la chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado del territorio comunale. Il settore Pubblica Istruzione del Comune si è preoccupato di informare i dirigenti scolastici sull’ordinanza. A Comiso è stata dichiarata la fase di preallarme.
RAGUSA, INCIDENTE SULLA SP 25: MUORE UNA RAGAZZA DI 23 ANNI
Tragico incidente stradale all’alba di venerdì all’imbocco della strada provinciale 25, la Ragusa – mare. Una giovane di 23 anni, Priscilla Stella Raineri, ha perso la vita. La ragazza era alla guida di una Fiat Marea. Aveva appena imboccato la rampa di accesso alla Ragusa – mare, provenendo dalla
strada statale 514. Per cause ancora da chiarire, la vittima ha perso il controllo del mezzo che si è capovolto. Sulla dinamica sta lavorando la Polizia stradale, anche perchè la giovane viaggiava da sola e non sarà facile capire cosa sia realmente accaduto. Si può ipotizzare un colpo di sonno o un ingresso a velocità sostenuta, ma rimangono solo delle ipotesi. Sono stati alcuni automobilisti che passavano a lanciare l’allarme. Il sinistro è avvenuto poco prima delle cinque. Quando il medico del 118 è arrivato sul posto non ha potuto fare altro che accertare il decesso.
PROCESSO COPAI Altro rinvio a giudizio per Minardo
Accogliendo la richiesta del Procuratore della Repubblica di Modica, Francesco Puleio, il Gup Lucia De Bernardin, a conclusione dell’udienza preliminare di giovedì nel procedimento “Copai”, relativo ad ipotesi di truffa aggravata ai danni dello Stato, malversazione, estorsione ed altro, ha rinviato al giudizio del Tribunale collegiale di Modica diciassette persone. Tra queste anche il deputato regionale Riccardo Minardo. Gli altri che dovranno comparire dinanzi al giudice il prossimo 23 maggio sono: Giuseppe Barone, Nives Barone, Mario Barone, Maria Chessari, Giorgio Dimartino, Carmelo Emmolo, Angelo Giannì, Pietro Maienza, Giovanni Moncada, Raffaele Nifosì, Francesco Palumbo, Giuseppe Ruta, Rosaria Suizzo, Valerio Tidona, Nadia Zago e Giuseppe Zocco. Assolto Giovanni Calcaterra, accusato di favoreggiamento e di rivelazione di segreti inerenti ad un procedimento penale. Assolta pure Serena Minardo, che era stata accusata di concorso in malversazione aggravata. La donna è stata assolta per insufficienza di prove. Il Pubblico ministero aveva chiesto la condanna di Calcaterra a sei mesi di reclusione e aveva sollecitato l’assoluzione per insufficienza di prove per la Minardo.
Condannato e scarcerato il tunisino che deteneva droga
Condannato ad un anno di reclusione col rito direttissimo Fitouri Sokmani, 23 anni, tunisino, arrestato la scorsa settimana per detenzione di droga dai Carabinieri a Santa Croce Camerina. Il nordafricano è stato difeso dall’avvocato Francesco Vinciguerra. Sokmani è comparso davanti al giudice unico del Tribunale di Ragusa, Eleonora Schininà. Il magistrato ha dapprima convalidato l’arresto come richiesto dal Pm Federica Messina, quindi, ha ammesso l’indagato ai domiciliari, come chiesto dall’avvocato Vinciguerra, in attesa del direttissimo che si è svolto col rito abbreviato. L’accusa ha chiesto la condanna di Sokmani ad un anno e sei mesi di reclusione. Il giudice ha scarcerato l’imputato imponendogli solo l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
Resta in cella il romeno accusato di fabbricazione e detenzione di armi
Resta in cella in contrada Pendente il rumeno arrestato dai Carabinieri con l’accusa di fabbricazione e detenzione di armi. Secondo l’accusa avrebbe messo su un vero e proprio laboratorio artigianale di armi clandestine, dove assemblava pezzi di pistole giocattolo e parti di fucili perfettamente offensivi. Si tratta di Ionel Dobrin, romeno di 41 anni, bracciante agricolo, incensurato. Il provvedimento è stato adottato dal Gip del Tribunale Giovanni Giampiccolo dopo la convalida dell’arresto. L’indagato è stato difeso in carcere dall’avvocato Serena Pierini, sostituto processuale dell’avvocato Enrico Platania. A scoprire l’arsenale sono stati i carabinieri in contrada Pozzo Ribaudo dove lo straniero vive con la moglie. I militari dell’Arma hanno trovato due pistole a salve ex calibro 89 modificate con l’innesto di una canna in acciaio filettata, che serviva per inserirvi un silenziatore; una pistola a salve marca Valtro resa offensiva; una carabina ad aria compressa marca Norconia; un’altra carabina la cui canna e il cui calcio erano stati ridotti per renderla più facilmente occultabile e più potente.
Operazione antidroga Rewind Al via il processo
Al via davanti al giudice delle indagini preliminari del Tribunale il processo bis dell’operazione antidroga “Rewind” messa a segno dalla Polizia nel febbraio dell’anno scorso. Alla sbarra tre degli indagati. All’interno delle loro abitazioni durante le perquisizioni fatte durante il blitz furono trovati quantitativi di droga leggera che fecerono scattare un altro procedimento. Sotto processo davanti al Gup del Tribunale ci sono Rosario Gulino, 27 anni, e la compagna Francesca Chillano, 26 anni, (l’unica donna del gruppo), difesi dall’avvocato Maurizio Catalano e Salvatore Attardi, 26 anni, difeso dall’avvocato Giuseppe Distefano. Il giudice li ha ammessi al rito abbreviato fissando la requisitoria del Pm per il 9 maggio. Il processo principale vede nel ruolo di imputati ventisette persone. Il gruppo dei ragusani ha chiesto di patteggiare la pena.
La morte della piccola Larisa Rinviati a giudizio i genitori della bimba travolta da un treno
Accogliendo la richiesta del Procuratore della Repubblica di Modica, Francesco Puleio, il Gup Lucia De Bernardin, a conclusione dell’udienza preliminare sulla morte della piccola Claudia Larisa Memetel, travolta dalla locomotiva nello scorso marzo a Scicli, ha rinviato al giudizio della Corte di assise di Siracusa i genitori della bambina.
Intimidazione ad un negoziante di Pozzallo
Quattro proiettili ed una tanica di benzina. Questo l’inquietante ritrovamento fatto da un uomo di Pozzallo, il titolare di un negozio di ferramenta di via papa Giovanni XXIII. L’uomo si è recato a denunciare l’accaduto alle forze dell’ordine che stanno indagando a 360 gradi. Il negoziante avrebbe detto agli inquirenti di non avere mai ricevuto richieste di “pizzo”.
MODICA, SEQUESTRATI GIOIELLI IN UN “COMPRO ORO”
Alcuni monili (un orologio in oro da donna, privo del relativo cinturino; un crocifisso in oro giallo; una collana in oro di cm.60 circa; una cassa di orologio in oro da donna, priva del meccanismo e del relativo cinturino) sono stati sequestrati dai carabinieri in un negozio di rivendita di oro usato a Modica. La merce era stata portata al negoziante da un ispicese con varie vicende penali alle spalle. Chiunque, vedendo le foto, riconoscesse un gioiello rubatogli, può presentarsi presso il Comando Compagnia Carabinieri di Modica di via Resistenza Partigiana 109 (contattare il n. 0932/453426).
Controlli della Polizia a Modica, scattano multe e sequestri
Proseguono i servizi di controllo del territorio comunale disposti dal Comandante, Giuseppe Puglisi. Dopo gli ottantuno veicoli rimossi tra viale Medaglie d’Oro, corso Garibaldi, via Fontana, via Silla e corso Sandro Pertini, si è proceduto alla rimozione di un’autovettura Suzuki in sosta da mesi in via Michele Pulino, e di un’Opel Corsa, abbandonata in via Dente. I proprietari sono stati sanzionati secondo quanto previsto dal Codice della strada. Negli stessi servizi sono stati sottoposti a sequestro tre ciclomotori che circolavano sprovvisti della targa e, tra l’altro, in pessimo stato. Una decina di scooter sono stati sottoposti a fermo amministrativo poiché i conducenti non indossavano il casco protettivo. 15 infrazioni sono state contestate ad altrettanti automobilisti che erano alla guida di veicoli e facevano uso del telefonino.
MAXI SEQUESTRO DI BENI AD IMPRENDITORE MODICANO
La Dia di Caltanissetta ha portato a termine un’operazione antiriciclaggio nata dopo il commissariamento della banca di credito cooperativo So.Fi.Ge. di Gela, avvenuto nel 2005. Sono stati sequestrati beni per circa venti milioni di euro all’imprenditore modicano Giovanni Puma. Alcune sue ditte, tra cui la “Puma trasporti”, sarebbero riconducibili a un boss mafioso. Le aziende di Puma, secondo le dichiarazioni rese da alcuni collaboratori di giustizia, sarebbero da ricondurre nella disponibilità del boss “Piddu” Madonia. Da anni l’uomo risiedeva a Catania.
Potrebbero essere state usate per gli attentati intimidatori. Ritrovate armi da guerra a Santa Croce
A seguito di una segnalazione anonima, i carabinieri di Santa Croce hanno rinvenuto, in un terreno incolto alla periferia del paese, un sacco di plastica, ben occultato tra alcuni arbusti, contenente un caricatore bifilare obliquo per fucile mitragliatore con 2 proiettili inseriti calibro 7.62×39, 41 proiettili dello stesso calibro, nonché materiale per la pulizia delle armi, il tutto posto sotto sequestro. Vere e proprie armi da guerra che sarebbero state utilizzate per l’avvertimento ai danni degli uffici della ditta “Gruppo Barone” e del ristorante “Rosengarten”, a Punta Secca.
Vittoria, arrestato sorvegliato speciale
Era stato scarcerato il 9 febbraio scorso, ma aveva l’obbligo della sorveglianza speciale. In alcuni orari doveva rimanere in casa. I carabinieri, però, lo hanno trovato fuori negli orari non consentiti e lo hanno arrestato. Si tratta di Giuseppe Sauna, 25 anni, di Vittoria. Il giovane, con precedenti per reati contro il patrimonio, dovrà rispondere di violazione degli obblighi della sorveglianza speciale.
Vittoria, non mandano i figli a scuola: denunciati
Altri 14 genitori denunciati dai carabinieri di Vittoria per inosservanza dell’obbligo di istruzione scolastica dei figli. In tutto sette i ragazzi che, seppur iscritti regolarmente in un Istituto scolastico di Vittoria, dall’inizio dell’anno non erano andati mai a lezione. I controlli proseguiranno nelle altre scuole. Nelle scorse settimane erano già stati denunciati dieci genitori.
In casa sua ha un mini laboratorio di armi, rumeno arrestato a Vittoria
I carabinieri della compagnia di Vittoria, nel corso di un massiccio controllo nel territorio, hanno arrestato un rumeno di 40 anni residente a Vittoria. In manette è finito Ionel Dobrin, bracciante agricolo, incensurato. In casa sua, i militari dell’Arma hanno trovato due pistole a salve, modificate, un’altra pistola a salve con vari componenti per renderla offensiva, due carabine ad aria compressa, un caricatore con 7 cartucce calibro 9 compatibili con le armi sequestrate ed altre 31 cartucce.
ARRESTATO STALKER, PERSEGUITAVA EX MOGLIE ED UNA VIGILESSA
Per oltre un anno ha tormentato incessantemente l’ex moglie ed una giovane vigilessa di Scicli con pedinamenti, appostamenti sotto casa e assillanti telefonate a qualunque ora del giorno e della notte fino ad essere protagonista di aggressioni fisiche alla donna in divisa mentre era in servizio. Nel mirino del molestatore seriale è finito anche un albergatore del luogo di 35 anni, amico dell’ex moglie. Per questi motivi con l’accusa di stalking, minacce, violenza privata e lesioni personali aggravate, i Carabinieri del Comando Provinciale di Ragusa hanno arrestato e posto ai domiciliari, su ordine della Procura della Repubblica di Modica, un disoccupato 39enne di Scicli. L’uomo, secondo l’accusa, aveva minacciato e molestato più volte l’ex moglie, costringendola ad alterare le sue abitudini di vita. Continue telefonate, pedinamenti, appostamenti sotto casa sua. Ma l’uomo avrebbe anche aggredito un agente di polizia municipale di Scicli, colpendola con un pugno in faccia. La donna aveva riportato ferite guaribili in 25 giorni. Le avrebbe chiesto anche del denaro per lasciarla in pace.
Usare gli abbaglianti per segnalare un posto di blocco? Si rischia denuncia e condanna
Un “colpo” di abbaglianti per segnalare la presenza di un posto di blocco. Un “aiutino” agli automobilisti che può costare caro. Fino a una denuncia per “interruzione di pubblico servizio”. Lo ha capito un ragusano di 35 anni per il quale è scattato, fanno sapere alla Polstrada, un decreto penale di condanna. I fatti sono avvenuti il 22 ottobre. L’uomo era alla guida della sua auto, con a bordo la famiglia. All’altezza della stazione di servizio di contrada Coffa c’era un imponente posto di blocco con una ventina di poliziotti. Oltre alle auto di servizio, c’era anche una auto civetta che ha appurato cosa stava facendo l’automobilista: per oltre un chilometro “abbagliava” tutte le auto che venivano dal senso opposto di marcia per segnalare la presenza del posto di blocco. Quando gli agenti lo hanno fermato, ha prima detto di avere lanciato gli abbaglianti per salutare un amico, ma poi ha confessato. Per lui tutta un’altra serie di violazioni, tra cui mancato uso delle cinture e del seggiolino per il bambino. Inoltre risultava avere precedenti penali per avere esibito ad un controllo di Polizia assicurazione falsa. Gli agenti hanno anche accertato che a causa del comportamento del ragusano, più vetture avevano cambiato direzione. Alcune di queste, controllate, risultavano aver commesso più violazioni al codice della strada ed in due macchine veniva riscontrata la presenza di pregiudicati di spicco. “Il ragusano, con il suo comportamento, – spiegano alla Polstrada – aveva certamente turbato la regolarità del servizio”
Fermato un maltese al porto di Pozzallo. L’uomo deteneva 23 mila euro non dichiarati alla Dogana
Un maltese di 40 anni è stato fermato dalla Squadra stanziale della tenenza di Pozzallo, mentre tentava di importare illecitamente denaro contante. L’uomo dovrà pagare una sanzione pecuniaria che equivale sino al 40 per cento dell’importo eccedente i 10 mila euro. Infatti, la normativa antiriciclaggio prevede che, in casi di viaggi all’estero, la soglia massima di denaro contante che è possibile detenere sulla persona è di 10 mila euro e tutto ciò che eccede tale somma va dichiarata alla dogana. Il maltese oltre a non avere provveduto alla dichiarazione del contante, alla richiesta dei militari ha addirittura negato il possesso del denaro. Immediati sono scattati i controlli più approfonditi da parte delle Fiamme Gialle e dei funzionari dell’Agenzia delle Dogane, che insospettiti sin da subito dall’atteggiamento nervoso dell’uomo, hanno poi rinvenuto ben 23 mila euro. La somma eccedente la soglia è stata sottoposta a sequestro dall’Agenzia delle Dogane e dalla Gdf. Le attività proseguiranno verso l’esatta identificazione dell’origine delle somme di denaro, dal momento che l’utilizzo di contante può essere riconducibile a profili di riciclaggio di denaro proveniente da attività illecite, ad una distrazione di fondi neri di attività commerciali e ad illeciti di natura economica.