05-04-2025
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Archivio della categoria: Società

IL GIORNO DELLA MEMORIA

Venerdì 27 gennaio, alle 11, nei saloni di rappresentanza del Palazzo del Governo di Ragusa, anche quest’anno, si terrà la manifestazione celebrativa del “Giorno della Memoria”, in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto durante la Seconda Guerra Mondiale. La cerimonia, attraverso diversi momenti tra canti, musiche, poesie e testimonianze, prevede il coinvolgimento di una rappresentanza di studenti di tutte le Scuole Medie Superiori della provincia, nell’intento di fare riflettere e sensibilizzare le giovani generazioni sull’importanza del ricordo come baluardo contro future violenze e per la crescita morale di una coscienza protesa verso i valori del giusto e del bene. Sarà consegnata anche la “Medaglia d’onore ai cittadini italiani deportati e internati nei lager nazisti” che il Presidente della Repubblica ha conferito alla memoria del cittadino ragusano Giorgio Santo Criscione. La cerimonia sarà presieduta dal Prefetto di Ragusa, Giovanna Cagliostro.

I SALESIANI DA 50 ANNI A RAGUSA (1962-2012). PROGRAMMA FESTEGGIAMENTI

Domenica 29 gennaio ore 18, parrocchia Santa Maria Ausiliatrice: concelebrazione eucaristica presieduta dal vescovo, mons. Paolo Urso. Ore 19 cineteatro don Bosco: saluti delle autorità e commemorazione storica a cura del prof. Giorgio Flaccavento. Lunedì 30 gennaio ore 20, parrocchia Santa Maria Ausiliatrice: veglia di preghiera a don Bosco. Martedì 31 gennaio, ore 18, alla parrocchia Santa Maria Ausiliatrice concelebrazione eucaristica presieduta da don Gianni Mazzali, ispettore dei Salesiani di Sicilia, e alle 19, al teatro don Bosco, accademia in onore del Santo. Sabato 3 marzo ore 11, cineteatro don Bosco, incontro con don Pascual Chavez, Rettor maggiore dei Salesiani. I festeggiamenti proseguiranno con altre manifestazioni da maggio all’autunno prossimo.

Aeroporto di Comiso OPPORTUNITA’ DI LAVORO PER GLI STUDENTI DELL’AERONAUTICO

Il 25 gennaio si è insediato, presso i locali della scuola Fabio Besta di Ragusa, il Comitato Tecnico Scientifico dell’Istituto composto da docenti interni delle materie professionali della ragioneria e dell’aeronautico, nonché da rappresentanti del mondo del lavoro. Hanno partecipato il dott. Rosario Dibennardo, presidente della Soaco, il dott. Stefano Morelli, responsabile della selezione del personale Enav (Ente Nazionale Assistenza al Volo), il comandante Dario Catalisano, responsabile addestramento piloti della compagnia aerea Wind Jet, il rag. Carlo Nobile, titolare della concessionaria Renault di Ragusa, la dottoressa Maria Teresa Tumino, dell’ordine dei dottori Commercialisti, l’avv. Maria Pia Nicosia, presidente del Consiglio d’Istituto. Nel corso della riunione presieduta dal prof Girolamo Piparo, è stata avanzata l’ipotesi, accettata da Enav, in base a cui per il reclutamento dei controllori di volo di Comiso si terrà conto degli alunni del “Fabio Besta”. Wind Jet, che ha già assunto diplomati del “Fabio Besta”, si è impegnata a formare alunni dell’istituto con turni di volo dell’intera giornata.

COOPERATIVE SOCIALI AL COLLASSO. I COMUNI RITARDANO I PAGAMENTI

Enormi debiti pregressi e una situazione di totale incertezza per il 2012. Rischia di saltare il sistema delle comunità alloggio per disabili psichici e non solo per via dei mancati pagamenti delle rette da parte dei Comuni. E’ sull’orlo del collasso l’intero sistema delle cooperative che lavorano in ambito sociale. Già in dicembre la prima manifestazione pubblica delle cooperative che non percepiscono le rette da parte di diversi Comuni anche da un anno e mezzo. Centinaia di dipendenti senza soldi ormai da troppo tempo, debiti con le banche quasi impossibili da gestire. E il futuro? Alcuni Comuni, come Vittoria e Comiso, hanno fatto sapere ufficialmente che per il 2012 non potranno coprire le spese, almeno non tutte. E allora che fare? In prefettura, lunedì pomeriggio, vertice con le centrali cooperative (c’erano Confcooperative, Legacoop) ed i Comuni. Quelli che hanno i debiti maggiori, però, non c’erano, come Vittoria, Comiso e Scicli. Per fare solo qualche esempio. Il Comune di Vittoria deve ancora alla cooperativa Beautiful Days, che gestisce una comunità alloggio per disabili nel comune ipparino, ben 346.860 euro. Nella stessa struttura ci sono ricoverati anche da altri Comuni morosi: Acate (50.575,80 euro), Comiso (113.759, 57 euro), Pozzallo (201.489,60 euro). Più di settecentomila euro di crediti sono insostenibili per la cooperativa. Vittoria deve anche 63.346 euro alla Nuovi Orizzonti che ha due comunità alloggio per disabili psichici, a Scoglitti e a Ragusa. Maxi debito del Comune di Modica, che comunque sta facendo degli sforzi per migliorare la propria situazione debitoria, nei confronti della cooperativa “Arca” che ha una comunità alloggio per minori. La città della Contea deve ancora 274.844,84 euro. Attualmente i Comuni danno circa 70 euro al giorno per paziente. Se le comunità alloggio chiudessero i battenti, si dovrebbe ricorrere al ricovero in ospedale, dove il costo giornaliero è di 400 euro. Un’emergenza sociale che riguarda tutti: dai lavoratori ai pazienti e alle loro famiglie che si vedrebbero costrette a gestire una situazione delicatissima.

Impianti di benzina, sino a domenica apertura senza limiti di orario e di turni

La Figisc provinciale di Ragusa comunica che, su sollecitazione della Prefettura e della direzione provinciale di Confcommercio, la presidenza della Camera di Commercio di Ragusa ha emanato apposita determina per consentire l’apertura senza limiti di orario e di turni degli impianti di distribuzione dei carburanti. Ciò a seguito della sospensione dello sciopero degli autotrasportatori e per agevolare il ripristino della regolare distribuzione dei carburanti. La determina avrà valore sino a domenica 29 gennaio. Quindi gli impianti di distribuzione dei carburanti della provincia di Ragusa potranno operare, sino a quella data, in deroga alle disposizioni normative vigenti.

Vertenza ferrovie. Assemblea il 24 febbraio

Si terrà il prossimo 24 febbraio nell’auditorium della Scuola regionale dello sport di Ragusa, la conferenza pubblica sulle ferrovie e su tutti i temi legati al rilancio della tratta iblea. Lo hanno deciso martedì mattina, nell’incontro informale che si è tenuto a palazzo della Provincia, i rappresentanti della Cub Trasporti, Pippo Gurrieri e Aldo Ragusa e il presidente della Provincia, Franco Antoci, che si è assunto l’onere organizzativo. La proposta dell’assemblea pubblica era stata avanzata durante il sit in di sabato scorso, che si è tenuto davanti la stazione ferroviaria del capoluogo, dal consigliere provinciale di Italia dei Valori, Giovanni Iacono. L’idea era stata poi approvata dagli altri partecipanti alla giornata di mobilitazione a difesa delle ferrovie, indetta dal sindacato di base. Intanto nel confronto di martedì sono stati stabiliti i tre obiettivi prioritari della piattaforma: il ripristino dei treni pendolari già soppressi, l’uso della tratta ferroviaria locale per il servizio di metropolitana di superficie e il rilancio degli scali merci iblei. Si tratta di tre obiettivi molto impegnativi, considerato che negli ultimi dieci anni sono stati soppressi decine di treni, e allo stato attuale ne sono rimasti solo quattro (nei tempi migliori erano operativi circa 30 collegamenti).

STUDENTI E FORCONI IN CORTEO A RAGUSA

Studenti in piazza a fianco del movimento dei Forconi. La manifestazione unitaria dei ragazzi degli istituti superiori del capoluogo ha preso il via martedì, alle 8.30, al capolinea dei bus di via Zama. Il corteo è partito al ritmo del tam tam dei tamburi, urlando slogan al megafono. “Non è vero che ci sono infiltrazioni in questo movimento, noi ragazzi vogliamo sostenere la protesta dei Forconi, che è il grido di disperazione di quest’isola. Vogliamo l’università qui a Ragusa – dice Luca – e non vogliamo emigrare”. Il corteo seguito da alcuni mezzi guidati da esponenti del movimento dei Forconi ha sfilato in via Carducci, via Zama, piazza Libertà. Percorrendo la via Roma in senso contrario alla direzione veicolare ha bloccato per mezz’ora il traffico. Ha poi raggiunto piazza San Giovanni dove si è tenuto un breve comizio.

ANCE COLLEGIO DEI PROBIVIRI

Nella sede Ance di Ragusa si è svolta l’elezione del primo Collegio dei Probiviri, così come stabilito dal nuovo Statuto sociale approvato il 17 dicembre scorso. Sono risultati eletti il geom. Giuseppe Chessari, il sig. Franco Lo Presti ed il geom. Totò Rosso. Il Collegio dei Probiviri viene eletto a scrutinio segreto e con voto limitato ai due terzi dei seggi, e rimarrà in carica fino al 31 dicembre 2013. Ai Probiviri sono state deferite le controversie circa l’interpretazione e l’applicazione dello Statuto e, inoltre, le controversie di qualsiasi natura, anche organizzativa, che insorgano tra soci e che non si siano potute definire bonariamente. Ai Probiviri è anche demandata la delicata decisione sulla decadenza dalle cariche sociali per gravi motivi tali da rendere incompatibile, la permanenza dei soggetti eletti nelle cariche stesse. L’incarico di Probiviro è incompatibile con qualsiasi altra carica statutaria all’interno dell’Associazione. Il Collegio ha altresì designato il sig. Franco Lo Presti quale componente, senza diritto di voto, del Consiglio Direttivo Ance Ragusa. Al Collegio dei Probiviri, il presidente, sig. Giuseppe Grassia, ha augurato buono e proficuo lavoro.

UNICREDIT E PICCOLO PRINCIPE, INSIEME PER UN SOGNO

Una nuova e più ampia sede per l’associazione onlus “Piccolo Principe” di Ragusa, operante in tutta la provincia con attività a sostegno di bambini e ragazzi diversamente abili, sarà resa possibile grazie anche ad un contributo economico offerto da UniCredit. A rendere possibile l’intervento una convenzione tra la Banca e l’Associazione onlus che è stata sottoscritta nella sede ragusana di UniCredit, da Roberto Bertola, Responsabile Territorio Sicilia UniCredit, e da Melania Firrito, Presidente dell’Associazione onlus Piccolo Principe. Il Piccolo Principe è un’associazione di volontariato senza scopo di lucro che promuove interventi finalizzati a costruire e potenziare le abilità di bambini diversamente abili, e quindi a migliorare la loro qualità di vita. Sino ad oggi l’esiguità dello spazio a disposizione della onlus ragusana ha permesso di offrire il servizio di riabilitazione sociale soltanto a 15 utenti al giorno. Grazie all’ampliamento dei locali il Piccolo Principe potrà estendere il servizio di riabilitazione sociale ad altre famiglie e accogliere complessivamente 35 bambini diversamente abili al giorno. “Siamo veramente lieti – sottolinea Roberto Bertola – di dare un contributo nel territorio di Ragusa ad una associazione così fortemente impegnata nel sociale. Questa nostra donazione è finanziata dalla carta di credito “UniCredit Card Classic E” che raccoglie il 3 per mille di ogni spesa effettuata alimentando un fondo che la banca destina ad iniziative e progetti di solidarietà. UniCredit vuole così testimoniare concretamente il suo radicamento nel territorio siciliano: una presenza attiva nell’economia ma anche una particolare attenzione alle esigenze delle comunità locali in cui opera”.

BLOCCO DEI TIR. Confesercenti Ragusa denuncia: “Infiltrati tra i manifestanti”

“Nonostante la sospensione delle manifestazioni, individui non meglio identificati continuano a bloccare le merci”. E’ la denuncia del direttore provinciale Confesercenti Ragusa, Massimo Giudice. “E’ accaduto al mercato ortofrutticolo di Vittoria con gente che non si capisce di quale sigla fa parte, che ha causato grossi problemi nel trasferimento delle merci deperibili, afferma Giudice – che hanno già atteso parecchi giorni a causa della protesta. Abbiamo avuto notizie anche di blocchi in alcuni caselli autostradali della Sicilia sempre da parte di persone che minacciano e non si capisce a che titolo sono lì. Grossi problemi anche per il settore commerciale con gravissime perdite. Ancora molti magazzini sono vuoti perché non sono arrivati i tir e al contrario ci sono aziende che hanno la propria produzione ferma perché i camion non possono partire e raggiungere i mercati di riferimento. Siamo dinnanzi a perdite economiche davvero enormi mentre ovviamente vanno avanti le scadenze delle banche e non c’è liquidità. C’è qualcosa di poco chiaro – afferma il direttore Confesercenti – e per questo chiediamo l’intervento delle autorità e annunciamo che citeremo ai danni chi continuerà ad impedire alla Sicilia di essere produttiva”.

DISTRIBUTORI BENZINA POTENZIALMENTE APERTI H24 FINO A DOMENICA

“Fino alle 24 di domenica 29 gli impianti di distribuzione di carburanti possono esercitare la propria attività anche 24 ore al giorno, in deroga alle disposizioni previste”. Lo dispone il decreto assessoriale firmato in data odierna dall’assessore regionale alle Attività produttive, Marco Venturi. “Dopo l’emergenza – spiega Venturi – adesso occorre garantire il servizio sia ai cittadini, sia alle imprese che fin troppo hanno pagato in termini economici a causa dello sciopero che ha comportato il blocco del traffico dei giorni scorsi”. Il decreto è stato emesso anche per agevolare al massimo il rifornimento dei distributori di carburante in Sicilia: “molti impianti sono letteralmente rimasti a secco – aggiunge Venturi – e gli approvvigionamenti stanno lentamente tornando alla normalità”.

FERROVIE, CHE FARE?

Si tiene questo martedì, alla Provincia, il primo della serie di incontri programmati sabato, in occasione della giornata di mobilitazione a difesa delle ferrovie. I rappresentanti del sindacato di base Fltu Trasporti, nel confronto odierno con il presidente Antoci, definiranno le prossime tappe della vertenza, fra cui quella fondamentale di organizzare un vertice con la presenza dell’assessore regionale ai Trasporti Russo. A questo proposito, il segretario provinciale del Pd, Salvo Zago, in una nota dichiara l’impegno del suo partito a fare in modo che si realizzi la venuta dell’assessore Russo a Ragusa, visto che il rappresentante della Ars è attualmente il referente principale di questa vertenza. Zago annuncia anche delle iniziative, attraverso i gruppi parlamentari alla Regione, alla Camera e al Senato, “per sollecitare le istituzioni a ridare dignità a un settore ancora strategico per lo sviluppo della nostra terra, e rilanciare complessivamente il problema delle iniziative per fare superare alla provincia di Ragusa, la sua marginalità geografica”. Di ben altro avviso è il coordinatore provinciale di Futuro e Libertà, Enzo Pelligra, che ritiene che ogni lotta a tutela della ferrovia sia una partita persa in partenza. “Iniziativa lodevole, ma purtroppo di retroguardia”, è il commento di Pelligra, in merito al sit-in avvenuto tre giorni fa alla stazione ferroviaria di Ragusa. “Dobbiamo prendere atto di come questa realtà infrastrutturale nella nostra provincia sia morta e sepolta – scrive Pelligra – e quindi che senso ha lottare per una guerra che si sa essere già persa in partenza?”. Pelligra rilancia la sua idea di creare, al posto della stazione ferroviaria del capoluogo, il parco urbano. La proposta e i commenti di Pelligra destano la forte reazione del portavoce della Fltu Cub trasporti, Pippo Gurrieri. “Altro che guerra persa in partenza. La vertenza a difesa della nostra tratta ferroviaria può avere un grande avvenire, e presto o tardi tutti dovranno capire che ciò che non ha futuro è il gommato”. Gurrieri ritiene offensivo definire l’infrastruttura ferroviaria “morta e sepolta”. “Negli ultimi dieci anni vi sono stati investiti per le manutenzioni e per rendere la tratta più efficiente, complessivamente 50 milioni di euro, – afferma Gurrieri – vogliamo sputarci sopra? Il problema non è l’infrastruttura, il problema è riportare i treni sopra questa tratta e ciò può avvenire solo avviando una mobilitazione concreta e unitaria, con l’apporto di tutti”. Gurrieri infine boccia la proposta del parco urbano. “Ci sono parecchie aree in via di cementificazione a Ragusa, che potrebbero bene accogliere il parco urbano – afferma il ferroviere – e non certo un sito ferroviario, il cui scalo merci nel 2008 fu chiuso nonostante la produttività positiva”.

SCIOPERO DEI CAMIONISTI, LA PROVINCIA E’ IN GINOCCHIO

Centinaia di pedane di ortaggi all’interno dei box dei mercati di Santa Croce, Vittoria e Donnalucata. Lo sciopero dei camionisti, dopo lo stop forzato per la manifestazione organizzata dai forconi e del comitato onda d’urto, rischia di paralizzare l’economia della provincia. I tir che dovevano portare la merce della Sicilia ai mercati del nord Italia sono fermi. “Nei nostri magazzini ci sono decine di pedane di melenzane e zucchine – spiega Ciccio Emmolo, commissionario ortofrutticolo di Santa Croce -. Attendiamo notizie certe sul trasporto di questa merce; ci hanno riferito che ci sono blocchi ovunque, anche in Calabria. Si attendono notizie dai colleghi di Vittoria per una grande assemblea dei produttori per fare il punto della situazione”. I produttori serricoli chiedono l’intervento delle organizzazioni agricole che, in questa lunga e difficile vertenza, sono rimasti a guardare. “Serve l’intervento del presidente nazionale della Coldiretti, Sergio Marini, per definire una vicenda estremamente complessa – dice Guglielmo Occhipinti, portavoce dei gruppi d’acquisto – . E’ davvero impensabile che continuiamo a bloccare la Sicilia e la merce dei mercati esteri continua ad entrare come se nulla fosse”. Il portavoce dei “forconi” in provincia, Aldo Bertolone, assicura che tutti i presidii, regolarmente autorizzati dalla questura, sono stati rimossi. “In qualche città insistono cittadini che a titolo personale hanno voluto continuare la protesta, noi invece attendiano notizie positive da Roma dove è previsto l’atteso incontro con il primo ministro Mario Monti. Nella piattaforma rivendicativa chiediamo – spiega Bertolone – il congelamento delle cartelle Serit e la modifica della normativa vigente relativa al fermo amministrativo per le autovetture il cui valore di mercato è inferiore ai 6 mila euro”. I forconi chiedono l’eliminazione dell’Ici e dell’Imu su fabbricati rurali e terreni, il taglio delle accise sul costo dei carburanti e l’approvazione della legge riguardante la modifica dell’articolo 36 dello statuto siciliano che recita: “Al fabbisogno finanziario della Regione si provvede con i redditi patrimoniali della Regione e a mezzo di tributi, deliberati dalla medesima. Sono però riservate allo Stato le imposte di produzione e le entrate dei tabacchi e del lotto”.

RAGUSA, SLALOM FRA I MARCIAPIEDI

Più che marciapiedi, veri e propri percorsi di guerra. Diverse le zone della città di Ragusa dove le mattonelle dei marciapiedi sono saltate da tempo. Ed in particolar modo dove ci sono gli alberi le cui radici hanno fatto gonfiare così tanto il marciapiede da renderlo pericoloso e in alcuni tratti impraticabile. Da via Alcide De Gasperi, dal primo tratto di viale Colajanni, fino all’ex Centro di permanenza temporanea per immigrati. L’altro tratto di via Colajanni, fino al passaggio a livello, è in condizioni buone, perché in estate i cantieri di lavoro della Regione hanno permesso il ripristino. E c’è poi anche via Ugo La Malfa (nella foto): un ampio tratto è nella stessa condizione delle altre zone della città. Le mattonelle divelte, il passaggio difficoltoso. E come se non bastasse, in prossimità dei cassonetti della nettezza urbana, ma anche in altre parti, ci sono rifiuti sparsi qua e là. “Non dico per eventuali disabili in carrozzina, che non potrebbero di certo passarci, – spiega un residente di viale Colajanni -, ma anche per le altre persone, specialmente anziani e bambini. La sera l’illuminazione non è il massimo, e inciampare in questi marciapiedi è un pericolo costante. E’ il frutto della noncuranza di anni, perché da troppo tempo ormai sanno bene al Comune che – dice ancora il residente – le radici degli alberi fanno saltare le mattonelle. Eppure non si prendono provvedimenti”.

Protesta autotrasportatori, incontro al mercato di Vittoria La proposta della Cna

La Cna di Vittoria, nel ritenere condivisibili le rivendicazioni delle numerose imprese che stanno manifestando il loro disagio con rabbia ma in assoluta buona fede, sottolinea come questo metodo rischi di aggravare fortemente la già fragile condizione del sistema economico produttivo. Questa posizione dell’associazione, frutto di un documento emanato dalla presidenza provinciale, è stata evidenziata nell’affollata assemblea che si è tenuta venerdì pomeriggio al mercato di Vittoria presso la sede dei commissionari ortofrutticoli dove erano presenti i rappresentanti del movimento “Forza d’urto” e di altre organizzazioni di categoria (Confcommercio e Confesercenti). Il responsabile organizzativo della Cna di Vittoria, Giorgio Stracquadanio, ha proposto alcuni punti da inserire nella piattaforma da presentare alle istituzioni. Questi i punti: la Sicilia, vista la crisi profonda che sta attraversando deve diventare un zona franca con fiscalità e contribuzione di vantaggio; serve un piano straordinario per l’accesso al credito, dato che i fondi di rotazione della Crias, la cassa regionale che eroga prestiti a tasso agevolato alle imprese artigiane e agricole dell’isola, vanno rimpinguati in modo straordinario e continuo per permettere alle imprese di ottenere prestiti a tassi convenienti (1,3%). Secondo la Cna si deve puntare alla rimodulazione e alla forte sburocratizzazione dei fondi strutturali per permettere soprattutto alla maggioranza delle imprese locali (microimprese artigianali e agricole) un accesso facilitato ai contributi comunitari quasi sempre ad appannaggio delle poche grandi imprese; serve, inoltre, la totale revisione della norma nazionale che regola il sistema esattoriale siciliano che tramite la Serit ha minato il sistema economico.

IL TAVOLO PROVINCIALE DELLO SVILUPPO E DEL LAVORO PROSEGUE IL SUO IMPEGNO

Così come concordato, sono state attivate le procedure per ottenere in tempi brevi gli incontri con i rappresentanti di Stato e Regione per consegnare la piattaforma rivendicativa per il rilancio del territorio ibleo, focus centrale della manifestazione di protesta e proposta organizzata sabato scorso nel capoluogo con un corteo di 5000 persone tra imprenditori, lavoratori, disoccupati, studenti e anche semplici cittadini che hanno voluto aderire. Si bruciano le tappe per poter raggiungere gli obiettivi che il “Tavolo provinciale per lo Sviluppo e il Lavoro” si è dato e che sono stati ribaditi anche nel corso di una riunione dell’organismo servita a fare il punto della situazione e convocata giovedì sera. “Le istanze che avevamo rappresentato nel nostro documento – spiega Sandro Gambuzza, portavoce del Tavolo per lo Sviluppo e per il Lavoro – stanno trovando il giusto riscontro a livello istituzionale che è il percorso da seguire per poter ottenere risultati concreti, evitando di scivolare “nell’antitutto”. Il disagio della popolazione iblea e soprattutto delle imprese è stato infatti rappresentato nella piattaforma rivendicativa che non è una semplice elencazione di problemi ma è – dice Gambuzza – soprattutto un documento pieno di proposte da attuare. Questioni che sono alla base della protesta di questi giorni sulle strade ma per le quali come “Tavolo provinciale per lo Sviluppo e il Lavoro” abbiamo già individuato possibili risposte che adesso attendiamo da Stato e Regione. Presto incontreremo – dichiara Sandro Gambuzza – i rappresentanti di questi organismi superiori. E’ stata già indicata una delegazione rappresentativa del Tavolo e già la Prefettura si sta muovendo per avviare questi incontri che serviranno a presentare le nostre rivendicazioni al Governo regionale e a quello nazionale. Sulle proteste di questi giorni possiamo solo dire – conclude Gambuzza – che il diritto alla protesta è sacrosanto e fuori discussione, così come è giusto rivendicare le proprie istanze, il tutto se frutto di adesione spontanea”.

Il vicesindaco di Vittoria: no alle trivellazioni petrolifere nel Mediterraneo

Il vicesindaco, Enzo Cilia, prende posizione sulla paventata ipotesi di nuove trivellazioni alla ricerca di petrolio nel nostro mare. “Apprendiamo da fonti giornalistiche – afferma Cilia – che industrie petrolifere come Shell e Transunion Petroleum continuano a pensare di avere le autorizzazioni per perforare alla ricerca di petrolio il mare antistante le nostre coste, e che il governo nazionale, pur di fare cassa, sarebbe disponibile a concedere le autorizzazioni. Niente hanno insegnato le vicende relative ai disastri possibili come la rottura dell’oleodotto Ragusa-Priolo del 18 gennaio 2010, in territorio di Noto, o disastri effettivi come la grande marea nera del Golfo del Messico, che ha distrutto un’intera regione dell’Oceano. Il rischio ambientale ed economico dei territori in cui si perfora – scrive il vicesindaco di Vittoria – è troppo grande per poterlo lasciare in mano a compagnie che non avrebbero, come è accaduto con la British Petroleum e la Transocean negli Usa, i soldi e la volontà per risanare i territori danneggiati da sversamenti e perdite di idrocarburi. I danni lì sono stati incalcolabili e per decenni se ne piangeranno le conseguenze. Non consentiremo – scrive il vicesindaco di Vittoria Enzo Cilia – il fiorire di nuovi pozzi per idrocarburi nel Mediterraneo. Adesso basta! Non siamo in vendita! Il modello di sviluppo economico per la rinascita della Sicilia non passa dagli idrocarburi, e chiediamo alle istituzioni scelte forti e coraggiose per invertire la tendenza degli anni trascorsi. La vocazione della Sicilia e della provincia di Ragusa – scrive il vicesindaco di Vittoria passa attraverso le sue ricchezze ambientali, monumentali, agricole, e non vogliamo rischiare di perderle. La Sicilia è dei Siciliani e non può essere ceduta in cambio di royalties. Non ci sono royalties che bastino per comprare e cambiare il futuro della nostra regione. Occorre bloccare con tutti i mezzi, leciti e non violenti, i permessi e le concessioni; l’ex ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, si era pronunciato per una moratoria a tempo indeterminato, ed il Presidente della Regione, Raffaele Lombardo, non deve dimenticare – conclude il vicesindaco di Vittoria Enzo Cilia – di applicare il Piano Paesaggistico Regionale”.

Ferrovie al capolinea, da lì è iniziato il declino

Anche se la giornata della mobilitazione a difesa delle ferrovie iblee, nonostante l’ennesimo accorato appello lanciato dai ferrovieri, non ha ottenuto una grande partecipazione di cittadini, la manifestazione di sabato, il sit-in alla stazione di Ragusa, ha raggiunto comunque un primo risultato. I presenti, ferrovieri, pendolari, rappresentanti sindacali ed esponenti politici e qualche cittadino, hanno deciso di costituire un comitato permanente che organizzerà tra il 24 e il 26 febbraio un’assemblea pubblica provinciale per elaborare la piattaforma delle richieste del territorio per il rilancio delle ferrovie locali. A questa assemblea verrà invitato l’assessore regionale ai Trasporti Russo. Il presidente della Provincia Franco Antoci ha sottolineato che sino ad oggi le richieste di incontro avanzate dalle province di Ragusa e Siracusa non hanno avuto alcuna risposta. A seguito dell’ultima eliminazione di treni pendolari disposta dal nuovo orario ferroviario, i presidenti delle due province hanno cercato invano di interloquire con l’assessore Russo. Da cinque anni infatti la Rfi (rete ferroviaria italiana) continua a ribadire che il problema dello smantellamento dei treni risiede nella mancata firma del contratto di servizio, fra Regione Sicilia e società ferroviaria. Una situazione di stallo, nella quale il territorio ha perso anche la capacità di interloquire. “Non vogliamo pensare che quella di oggi sia l’ultima manifestazione a difesa delle ferrovie iblee – ha detto Pippo Gurrieri della Fltu Cub trasporti, il sindacato di base che ha organizzato la manifestazione -. Non vogliamo credere che il raduno odierno sia come la raccolta al capezzale di chi sta morendo. Dobbiamo lottare e chiedere alla società ferroviaria che restituisca al territorio quello che è stato tolto via via, negli anni”. Dopo l’intervento di Gurrieri, parecchi esponenti politici hanno preso la parola (presenti fra gli altri gli onorevoli Digiacomo, Ammatuna, Gurrieri, Chessari, i consiglieri comunali di Ragusa, Calabrese e La Rosa, il vice sindaco del capoluogo Cosentini, il consigliere provinciale Giovanni Iacono). “In fondo per rilanciare la ferrovia basta poco – ha detto il pendolare Piero Paolino – è sufficiente che i Comuni si attivino per mettere degli autobus nelle stazioni e creare un raccordo”. Una realtà inesistente alla stazione di Ragusa, forse unica città capoluogo d’Italia ad avere il capolinea dei bus a grande distanza dalla stazione ferroviaria. “Per noi giovani, per gli studenti, il trasporto ferroviario è un’alternativa importante – ha detto Gianmarco Di Cara -. Lo abbiamo sperimentato in questi giorni quando è stato impossibile raggiungere Catania con il gommato”.

PER NON DIMENTICARE

Cinque alunni dell’istituto “Fabio Besta” di Ragusa, (Michaela Di Noia, Giuseppe Miccichè, Paolo Morando, Albachiara Lucifora e Arjan Soro), accompagnati dal dirigente scolastico prof. Girolamo Piparo, hanno partecipato alla commemorazione ufficiale dello olocausto ad Auschwitz. Le comunità ebraiche italiane e il Ministero della Pubblica Istruzione hanno organizzato la manifestazione il 17 e 18 gennaio. Erano presenti il Ministro Francesco Profumo, Renzo Gattegna, presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e i sopravvissuti, Sami Modiano, ebreo di Rodi, e Tatiana Bucci, ebrea di Fiume. Momenti d’intenso raccoglimento si sono conclusi con il Kadish, la preghiera funebre recitata dal rabbino capo di Roma, a ricordo del milione e mezzo di ebrei uccisi ad Auschwitz e a Birkenau.

BLOCCO DEI TIR, SI FA LA CONTA DEI DANNI

Tremila quintali di latte gettati via. Un danno economico pari a 250 mila euro. Poi gli ortaggi freschi, la zucchina e il pomodoro da insalata, rimasti nelle celle frigo, che tra breve dovranno essere buttati. L’economia della provincia è in ginocchio. Il blocco dei tir e i presidii del movimento forza d’urto e dei forconi hanno paralizzato la Sicilia. “I nostri tir carichi di latte sono ancora fermi in una stazione di servizio di Francofonte – dice il presidente della Ragusa Latte, Giovanni Schembari -. Stiamo cercando una mediazione attraverso la prefettura di Siracusa ma il danno all’interno sistema allevatoriale è incalcolabile. Il latte che da ben cinque giorni si trova all’interno delle cisterne dovrà essere conferito nelle apposite strutture di smaltimento con un costo aggiuntivo a carico della cooperativa”. Nelle strutture serricole, da Marina di Ragusa a Santa Croce, si fa la conta dei danni. “All’interno dei nostri magazzini abbiamo merce invenduta accumulata da giorni – dice Vittorio Gona, presidente della cooperativa Alba Bio -. Questi ortaggi freschi saranno gettati. Non possiamo spedire assolutamente nulla. I danni solo nella nostra cooperativa sono pari a 50 mila euro”. Il mercato ortofrutticolo di Santa Croce è rimasto chiuso. I piccoli produttori che dovevano conferire la merce hanno depositato gli ortaggi all’interno delle loro strutture in attesa di avere notizie circa la riapertura del mercato. Intanto la serrata prosegue almeno fino a mercoledì. Nel capoluogo nessun presidio. In pochi, tra i commercianti e gli artigiani, hanno aderito alla protesta. “Ho voluto in maniera autonomia aderire alla protesta – racconta Tony Bergamo, titolare di un’impresa edile – condividendo le ragioni della piattaforma rivendicativa e del malcontento”.

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